LO ZIBALDONE - DICEMBRE 2016

Referendum: ha vinto Renzi.  Il referendum del 4 dicembre è stato una vera votazione politica mascherata. Renzi ha guadagnato il quaranta per cento dei consensi mentre gli altri partiti (principalmente Lega, M5S, FI, Fratelli d'Italia) si sono divisi il restante sessanta per cento dei voti.

Certamente sotto le insegne del PD hanno votato solo gli elettori di fede renziana mentre nella cosiddetta opposizione si è espressa la  ormai famosa "accozzaglia" di tutti gli altri partiti. Se questo referendum fosse stato una normale tornata elettorale il PD avrebbe vinto e avrebbe avuto il diritto di governare e di esprimere la presidenza del consiglio. Invece è sua la figura del perdente.

Il vero vincitore è Renzi. E lo sa. E lo sappiamo tutti meno che i media, occupati faziosamente a descrivere la figura di un leader perdente "col groppo in gola".  Al momento, euforisticamente presi da una finta vittoria che ha valorizzato tutte quelle forze antisistema in combutta con vecchie figure della prima repubblica ansiose di riconquistare il palcoscenico, questa verità sfugge.

Ma presto questa verità si imporrà. Di Renzi non ce ne siamo liberati con uno scrollone: è destinato a dominare la vita politica nazionale ancora per lungo tempo.


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Santo cielo che banalità ma anche quest'anno siamo arrivati sulle soglie del baratro. Ci aspetta un tuffo carpiato nell'abisso di generalizzata demenza che eufemisticamente chiamiamo festività natalizia anzichè pubblica calamità.

Vi dirò, il peggio del peggio è che questa allucinante manifestazione collettiva di assenza della ragione ha tre aspetti: Natale, Capodanno ed Epifania. E' un aberrante fenomeno che possiamo più propriamente chiamare la "triplice iattura". E non è che, come tutte le altre manifestazioni di comune gioia dette "ricorrenze", dura un giorno. No questa festività, tra una cosa e l'aLtra, va avanti va insopportabilmente per circa due settimane.

I segnali, le anticipazioni su cosa ci aspetta tra poco ci sono tutti. In televisione assistiamo supinamente a idioti spot televisivi che, di solito, ci fanno assistere a improbabili gruppi gruppi familiari impegnati a scartare pacchi e pacchetti di regali con l'accompagnamento di trite e ritrite canzoni natalizie. Ovunque, all'insegna dello spreco energetico e dell'offesa ecologica, si stanno allestendo luminarie di ogni tipo mentre negozi e supermercati sono già pieni fino all'inverosimile di panettoni, dolci, dolcetti e paccottaglia natalizia di un assoluto cattivo gusto. Ovunque si ripropongono menù per pantagruelici pranzi e, a proposito, fatemi sapere, ma perchemmai dobbiamo passare i prossimi giorni di festa mangiando a piunnonposso in dispregio al livello del colesterolo e insomma con grave nocumento alla salute? C'è forse un tentativo mascherato di suicidio di massa?

Sulla soglia dei loro negozi gestori e proprietari sorridono fregandosi le mani. Guardano speranzosi il flusso dei passanti e già calcolano quanti beoti si fermeranno ed entreranno nel loro esercizio per effettuare, a caro prezzo, acquisti di nessuna utilità. Festività dedicate allo spreco, ad un finto buonismo, ad una carità pelosa e ad una ostentazione consumistica che grida vendetta per i molti che, a causa del governo che ci governa (scusate 'allitterazione), hanno ricevuto solo schiaffoni ed esclusione dal contesto sociale.  

Auguri, auguri, auguri si sente dire un giro. Ma che c'è da augurare, forse un rapido svuotamento dei portafogli contenenti, per chi ce l'ha, la tredicesima? Non pensano questi incoscienti auguratori che finito questo periodo di comune stupidità e  ripristinata la normalità esistenziale ci aspetta, come sempre, un generalizzato amento di prezzi e servizi (si parla già di aumento delle accise e dell'iva) oltre a una nuova manovra finanziaria (in proposito l'Europa ci ha già richiesto un aggiustamento dei conti) con  conseguente immancabile aumento della pressione fiscale sui soliti noti ovvero su pensionati e impiegati?

Brindiamo dunque, panettoniamoci e facciamo festa. Può darsi che, come insegna la tragedia del Titanic, stiamo festeggiando sul ponte ascoltando l'orchestrina che imperterrita continua a suonare mentre la nave..... affonda.   

Lo so, la reale realtà (oggi, che volete, ce l'ho con le allitterazioni) sfugge, soprattutto per chi non la vuole capire. E non chiamatemi gufo, menagramo, portajella e similari. Sentite a me, tenetevi ben stretto il vostro portafoglio. A riempirlo si fa molta fatica ma basta un attimo per svuotarlo completamente.