DICEMBRE DEL '16 - THE DAY AFTER TOMORROW

Mattarella new style. Con azione fulminea brucia tutti i tempi e nomina il premier. Assunzione occasionale di sostanze psicotrope?

Crisi politica. Per formare il nuovo governo occorre una persona che ne sia all'altezza. Brunetta escluso.

Roma. In questa crisi politica Mattarella rappresenta un punto fermo. Nel vero senso della parola.

Referendum. No alle riforme e dimissioni del premier. Brindisi e congratulazioni in parlamento. "Finalmente possiamo fare quello che cazzo ci pare".

Mattarella ai detenuti di  Poggioreale: "Il carcere non neghi mai la speranza". A Mattarè, so'  delinquenti! E, tanto per non cambiare argomento,  ai truffati di Banca Etruria c'hai niente da dire sulla speranza? 

Referendum.  E adesso tutti al seggio a votare.  Anzi al casinò, al voto d'azzardo.

Natale 2016. Alberghi occupati da moltitudini di migranti. Per i turisti in arrivo si pensa ad apposite tendopoli.

LO ZIBALDONE - DICEMBRE 2016

Referendum: ha vinto Renzi.  Il referendum del 4 dicembre è stato una vera votazione politica mascherata. Renzi ha guadagnato il quaranta per cento dei consensi mentre gli altri partiti (principalmente Lega, M5S, FI, Fratelli d'Italia) si sono divisi il restante sessanta per cento dei voti.

Certamente sotto le insegne del PD hanno votato solo gli elettori di fede renziana mentre nella cosiddetta opposizione si è espressa la  ormai famosa "accozzaglia" di tutti gli altri partiti. Se questo referendum fosse stato una normale tornata elettorale il PD avrebbe vinto e avrebbe avuto il diritto di governare e di esprimere la presidenza del consiglio. Invece è sua la figura del perdente.

Il vero vincitore è Renzi. E lo sa. E lo sappiamo tutti meno che i media, occupati faziosamente a descrivere la figura di un leader perdente "col groppo in gola".  Al momento, euforisticamente presi da una finta vittoria che ha valorizzato tutte quelle forze antisistema in combutta con vecchie figure della prima repubblica ansiose di riconquistare il palcoscenico, questa verità sfugge.

Ma presto questa verità si imporrà. Di Renzi non ce ne siamo liberati con uno scrollone: è destinato a dominare la vita politica nazionale ancora per lungo tempo.


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Santo cielo che banalità ma anche quest'anno siamo arrivati sulle soglie del baratro. Ci aspetta un tuffo carpiato nell'abisso di generalizzata demenza che eufemisticamente chiamiamo festività natalizia anzichè pubblica calamità.

Vi dirò, il peggio del peggio è che questa allucinante manifestazione collettiva di assenza della ragione ha tre aspetti: Natale, Capodanno ed Epifania. E' un aberrante fenomeno che possiamo più propriamente chiamare la "triplice iattura". E non è che, come tutte le altre manifestazioni di comune gioia dette "ricorrenze", dura un giorno. No questa festività, tra una cosa e l'aLtra, va avanti va insopportabilmente per circa due settimane.

I segnali, le anticipazioni su cosa ci aspetta tra poco ci sono tutti. In televisione assistiamo supinamente a idioti spot televisivi che, di solito, ci fanno assistere a improbabili gruppi gruppi familiari impegnati a scartare pacchi e pacchetti di regali con l'accompagnamento di trite e ritrite canzoni natalizie. Ovunque, all'insegna dello spreco energetico e dell'offesa ecologica, si stanno allestendo luminarie di ogni tipo mentre negozi e supermercati sono già pieni fino all'inverosimile di panettoni, dolci, dolcetti e paccottaglia natalizia di un assoluto cattivo gusto. Ovunque si ripropongono menù per pantagruelici pranzi e, a proposito, fatemi sapere, ma perchemmai dobbiamo passare i prossimi giorni di festa mangiando a piunnonposso in dispregio al livello del colesterolo e insomma con grave nocumento alla salute? C'è forse un tentativo mascherato di suicidio di massa?

Sulla soglia dei loro negozi gestori e proprietari sorridono fregandosi le mani. Guardano speranzosi il flusso dei passanti e già calcolano quanti beoti si fermeranno ed entreranno nel loro esercizio per effettuare, a caro prezzo, acquisti di nessuna utilità. Festività dedicate allo spreco, ad un finto buonismo, ad una carità pelosa e ad una ostentazione consumistica che grida vendetta per i molti che, a causa del governo che ci governa (scusate 'allitterazione), hanno ricevuto solo schiaffoni ed esclusione dal contesto sociale.  

Auguri, auguri, auguri si sente dire un giro. Ma che c'è da augurare, forse un rapido svuotamento dei portafogli contenenti, per chi ce l'ha, la tredicesima? Non pensano questi incoscienti auguratori che finito questo periodo di comune stupidità e  ripristinata la normalità esistenziale ci aspetta, come sempre, un generalizzato amento di prezzi e servizi (si parla già di aumento delle accise e dell'iva) oltre a una nuova manovra finanziaria (in proposito l'Europa ci ha già richiesto un aggiustamento dei conti) con  conseguente immancabile aumento della pressione fiscale sui soliti noti ovvero su pensionati e impiegati?

Brindiamo dunque, panettoniamoci e facciamo festa. Può darsi che, come insegna la tragedia del Titanic, stiamo festeggiando sul ponte ascoltando l'orchestrina che imperterrita continua a suonare mentre la nave..... affonda.   

Lo so, la reale realtà (oggi, che volete, ce l'ho con le allitterazioni) sfugge, soprattutto per chi non la vuole capire. E non chiamatemi gufo, menagramo, portajella e similari. Sentite a me, tenetevi ben stretto il vostro portafoglio. A riempirlo si fa molta fatica ma basta un attimo per svuotarlo completamente.

NOVEMBRE DEL '16 - GUERRE, TERREMOTI E REFERENDUM

Referendum. Arrivate ad Amatrice le prime due casette per i terremotati. Se vince il SI arrivano anche le altre.

Canale 5. Pippo Baudo in tribunale per diffamazione. Beh, lì a Mediaset di queste cose se ne intendono. C'è sempre la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo.....

Leaderismo. Non è più reato guidare senza patente. Berlusconi si candida alla guida del centrodestra.

Giubileo. Si chiudono le Porte Sante sparse nel mondo. C'era troppa corrente.

Turchia. Erdogan minaccia di aprire le frontiere. Tre milioni di profughi pronti a riversarsi in Europa. Ma non c'è da preoccuparsi. A Lampedusa li stanno già aspettando. 

Mazara del vallo. Il Canale di Sicilia sempre più affollato da squali antropofagi. C'è grande abbondanza di cibo.

Crisi bancaria. La BCE da l'OK al piano di salvataggio del Monte dei Paschi. Renzi rassicura: "nessuno perderà un centesimo del proprio conto corrente". Come dire "state sereni....."

Binge drinking. Un'abitudine in rapida diffusione. Sarà per la campagna referendaria. E' più facile credere ai politici da sbronzi che da sobri.

Referendum. Berlusconi è per il NO ma loda Renzi. Sconcerto in Forza Italia. Per il voto si affideranno al "testa o croce".

Immigrazione. In tutto il mondo 244 milioni di migranti. Alfano possibilista. "Abbiamo le risorse per accoglierli tutti....."

NU.  Su una popolazione mondiale di 7 miliardi di persone 244 milioni sono migranti. A Lampedusa il via per 244 milioni di nuovi posti letto.

Trump espelle tre milioni di clandestini. Pronto un convoglio della US Navy. Destinazione Lampedusa.

Trump mette alla porta tre milioni di clandestini. Stazioneranno su gommoni nel golfo del Messico. Passerà poi la Guardia Costiera  italiana. A dargli un passaggio per Lampedusa.

Trump vuole respingere tre milioni di clandestini. Si pensa ad accordi con Giusy Nicolini. Per accoglierli a Lampedusa.

Renzi. "Niente soldi a chi alza i muri".  Trump preoccupato. Contava di tirarne su uno. Ai confini col Messico.

Elezioni USA. Aria nuova in America. Soprattutto sul fronte del lavoro. Non c'è più bisogno di sondaggisti. 

Firenze. Il gran consiglio renziano della Leopolda è terminato. "Fuori", "fuori" gridavano i camerati pidiellini agli oppositori. Dove c'era l'olio di ricino. In porzioni singole.

Radio Maria. "I terremoti sono provocati dai peccati dell'uomo". Ad Amatrice insolita affluenza ai confessionali.

Radio Maria. "I terremoti sono provocati dai peccati dell'uomo". Ad Amatrice corre il sospetto. Sarà mica che anche all' Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno la stessa idea?

Firenze. Alla Leopolda arrestato un quarantaquattrenne per stolking alla Boschi. Rivoleva i soldi di Banca Etruria.

Firenze. Alla Leopolda va in scena la grande kermesse renziana. A far ridere ci penserà Roberto Benigni. Ma non sarà l'unico.

Alfano communications. "D'accordo per rinvio referendum". Angelì, quando la paura è cattiva onsigliera.....

Mosul. La città sta per cadere. Jihadisti in fuga. In Italia scatta l'accoglienza: dopotutto scappano da una guerra.....

Elezioni USA. La Clinton sotto inchiesta. Avrebbe fatto scomparire dal suo server 31.830 e-mail. Quelle inviate da Beppe Grillo per nuovi meetup.

Terremoto. Un  sisma  ha devastato l'Italia centrale. Anche il prossimo referendum sarà devastante. Per il PD.

LO ZIBALDONE - NOVEMBRE 2016


Beh, se potessi effettuerei una immediata dislocazione spazio temporale e sarei lì. Certamente non per un reale interesse ma solo per curiosità. Non so dov'è questo lì, non so in che epoca, in che tempo. E' un posto da fantascienza. E' la rappresentazione di un angolo di un mondo che gli uomini per qualche recondito motivo hanno improvvisamente abbandonato.

Lì è il regno della solitudine, una magnifica solitudine. Il panorama è algido, freddo e la costante di un chiassoso silenzio accompagna il visitatore. Tutto è immobile, i manufatti umani, la barca, la casa sul mare, il faro lontano non hanno subito le offese del tempo che passa ma sono rimasti così, cristallizzati come erano nella loro epoca. Quanto tempo è passato non si riesce a capire,  forse secoli, forse millenni, ere geologiche.

Lì non c'è più vita. L'aria è chiara e fresca, non pesci nel mare, non uccelli nel cielo, non insetti, non animali sulla spiaggia. Non tira un alito di vento. Il sole si è fermato. Non è l'alba, non è tramonto, non è mezzogiorno. Solo l'albero in fiore ci dice che la stagione sembra un' eterna primavera: il presagio di un'estate che non verrà mai.

Lì è la celebrazione  dell'irrealtà. Nonostante la ridondanza dei particolari e la perfezione dei dettagli si percepisce la presenza di qualcosa di indefinibile, quel qualcosa che ci fa sentire estranei alla rappresentazione pittorica.

A guardare questo dipinto mi sento preso da un certo senso di disagio, quasi stessi contemplando qualcosa che mai avrei dovuto vedere. Forse vuole inviarmi, anzi inviarci, un messaggio che al momento non riesco a capire. Mi sembra però di afferrare che il suo significato non è benevolo, anzi, minaccioso. Che vorrà dire?

OTTOBRE DEL '16 - A RUOTA LIBERA

Scosse di terremoto a Roma. E' per via della Raggi. Aveva qualcosa da dire a quelli della raccolta rifiuti.

Migranti. Aperte in Libia le iscrizioni alla prossima "Lampedusa's Cup". Categoria gommoni. Motto della regata: "famo a chi arriva vivo".

Migranti. Nel Salento arrivano in barca a vela. Fanno del  "sailing". Uno degli sport più diffusi al mondo. E  l'Italia adora questo sport.

Megaflotta da guerra russa è entrata nel mediterraneo. E' che Putin a tavola gradisce il tonno pinna gialla.

Una imponente flotta russa è entrata nel  mediterraneo. La Boldrini esulta: era ora che qualcuno ci desse una mano coi migranti!

Iraq. Nella battaglia per  Mosul trappole-bomba, kamikaze, scudi umani. Bazzecole. Da noi, dopo la campagna referendaria, non ci spaventa più nulla. 

USA. Il sindaco di Lampedusa a cena con Obama. Ei, Giusy, dato che vai là perchè non ti porti dietro qualche centinaio di immigrati?  Il viaggio lo paghiamo noi.

Boldrini:  "gli italiani dovranno avere lo stile dei migranti". Vabbè, non tanto per noi, però  l'Italian Style piace a  tutto il mondo. E questa cosa qui vagliela a far capire! 

Alfano: "la politica si fa il pit-stop".  Cazzo, hanno trovato qualcosa di meglio della solita coca!

Profughi. Alla Turchia quelli dei Balcani. All'Italia quelli del Mediterraneo. Per Bruxelles  il problema dell'immigrazione è risolto. Ai Turchi e agli Italiani non rimane altro che..... bestemmiare in Turco! 

Bari. "L'Italia ha un futuro" annuncia Renzi. Matteo, pensa per te che per il tuo governo la vedo brutta.

Renzi. Ai sindaci dell'ANCI:  "L'Italia ha un futuro straordinario".  Please, chiama le cose col loro nome. Adopera l'aggettivo "dimmerda"

Bari. "L'Italia ha un futuro straordinario" ha detto Renzi ai sindaci dell'ANCI. OK, semprechè il 4 dicmbre tu faccia fagotto.....

Biondo Tevere. Record d'inquinamento fluviale. Acque torbide, maleodoranti, con residui organici. Barcaroli colpiti da allucinazioni e da visioni mistiche. Per i medici la  sindrome tiberina.

Roma.  Ciclista muore mentre percorre l'argine del Tevere. Cazzo ma allora ditelo che il fiume puzza da morire!

SpaceX. Presto un milione di esseri umani su Marte. Alfano entusiasta. Finalmente la location adatta per i migranti.

Referendum. Renzi: con il SI vi prometto un'Italia migliore. Se si mettesse a vendere carta igienica farebbe passare la voglia di cagare a tutti.

Referndum. Renzi illustra la materia alla scuola dei giovani Dem. Il premier si aspettava di essere ascoltato. Gli studenti pure.

Cinquestelle. Al Campidoglio nominato assessore al bilancio. "E' uno dei nostri" ha detto la sindaca". Da Mafia Capitale a Cosa nostra.

Cinquestelle. La sindaca Raggi trovata sui tetti del Campidoglio. Le avevano detto che stava per arrivare Beppe Grillo.

Referendum. Renzi: si vince con i voti del centrodestra. Berlusconi: pronto a tornare....

Cinquestelle. Meeting di Palermo. Grillo prende le redini del movimento. Istituzionalizzata la politica del vaffanculo. Fondamentale in tutte le occasioni.

Referendum. Berlusconi insegna e Renzi corre in campagna elettorale. Arieccoci con la promessa del ponte sullo stretto.  Aspettiamo con ansia il seguito. Il milione di nuovi posti di lavoro.

Cinquestelle. Al Campidoglio ancora vacante l'assessorato al bilancio. Però, a voler proprio insistere, ci sarebbe da sistemare Davide Casaleggio. Altrimenti che cazzo gli diciamo di fare?


LO ZIBALDONE - OTTOBRE 2016


Nuova delinquenza.

Tra i molti aspetti di gestione dell'economia oggi la politica ha adottato il principio della finanziarizzazione delle risorse. Esclude di fatto ogni impiego produttivo del capitale. Agisce secondo la regola del più forte a scapito del più debole. Considera come ultima priorità la protezione delle categorie più fragili: i giovani, i poveri, gli anziani, i disoccupati.          

Ieri il  capitalismo industriale o produttivo impiegava le risorse disponibili nella creazione di beni e servizi. Oggi il capitalismo finanziario concentra il potere e le risorse nelle mani di pochi. Quei pochi che possiedono le imprese industriali più note. I veri depositari del potere. E' l'egemonia della finanza sul capitale produttivo. E' la causa principale della crisi economica iniziata tra il 2007 e il 2008 e che tuttora prosegue.          

Ogni risorsa, l'intera economia è a disposizione di questo aberrante neo-liberismo. Tutto sarà trasformate in una imponente massa di danaro da impiegare in attività speculative. Tutti i guadagni verranno reinvestiti o intascati. Ovviamente senza alcun impiego ne produttivo ne tanto meno sociale.

La bufala piu' colossale che la politica si e' inventata.

"Gli stranieri pagano le  pensioni agli italiani”  Eccola qui..... e ci mancava la tiritera immigrazionista del: "ce pagano a penzioooone". Italiani, esultate, esultate, stanno arrivando con i barconi persone generose che pagheranno le nostre future penzioooni! Nel frattempo l'INPS strombazza ai quattro venti che abbiamo raggiunto la quota di 10.000 extracomunitari paganti le penziooooni! State sereni, se l'immigrazione continua così avrete penziooooni d'oro, penziooooni astronoooomiche!  Ma vaffa..... Alfano, Renzi, Boldrini e compagnia cantante non sapete proprio piu' che frottola raccontare per farci sorbire questa immigrazione selvaggia!

SETTEMBRE DEL '16 - FERTILITY DAY

Cinquestelle. A Palermo affollata convention. Indicata  la futura linea politica del movimento: venticinque nuovi modi per mandare affanculo la gente.

Riforma pensioni. Per la pensione anticipata ci penseranno le banche. Purchè non ci sia di mezzo il papà della Boschi.....

Riforma  pensioni. Finalmente si può andare in pensione prima. I lavoratori ci perdono qualcosa ma guadagnano in dignità. Le banche non ci perdono un cazzo ma guadagnano un mucchio di denaro.

UN. Sui profughi basta Europa. "Faremo da soli" annuncia Renzi. Tanto, è in arrivo solo metà della popolazione africana. L'altra metà è rimasta a casa.

Libya. 235.000 profughi in attesa di partire per l'Italia. Non sanno che li aspetta la campagna elettorale per il referendum. 

Sirya. La tregua non regge. I bombardamenti proseguono. USA e Russia al tavolo delle trattative....le hai buttate prima tu.....no, prima tu.....

Esorcisti. Morto padre Amorth. Satana sull'orlo di una crisi nervosa.  Un sacco di lavoro in più e nessuno che gli faccia chiudere bottega. Un inferno.

Fertility day. No fertility?  Facciamo al caso vostro. Erezione, orgasmo, eiaculazione a strafottere.  I vasectomizzati.

Fertility day. Insultato e malmenato dalle partecipanti. Aveva dichiarato di essersi sottoposto a intervento di vasectomia.

Fertility day. Molte donne hanno il problema della fertilità. Ma è un problema del cazzo.

Fertility day. Già pronti gli slogan. "La figa -  è mia - a tutti la  do via"

Fertility day. Una questione di sottoutilizzo delle risorse individuali.

DeF. Positivi i dati relativi all'andamento del PIL. In futuro però sarà meglio lasciar perdere i decimali. I millesimi sono più adatti.

PD. Stracciati tutti i record è diventato in assoluto l'associazione con più indagati al mondo. Adesso sì che possiamo chiamarlo il "partito della nazione".

FMI. Ha trovato la soluzione della crisi economica: “Dovete morire prima”. Ecco perchè il governo insiste tanto sulla riforma del sistema sanitario nazionale. 

Capitol story. Ultimi sviluppi. I fedelissimi della sindaca marciano sulla Capitale. Obbiettivo la conquista  dei seggi in giunta. "O Roma o morte".

Terremoto. La scuola "Capranica" di Amatrice, già ristrutturata con criteri antisismici,  è venuta giù come sabbia. La ristrutturazione era stata fatta dall'impresa Truffarelli. Un nome una garanzia. 

LO ZIBALDONE - SETTEMBRE 2016

I CANNONI DI NAVARONE

Come nell'omonimo film il fuoco di sbarramento è impressionante. Ogni argomento è strumentalizzato per colpire l'avversario. In nome del vecchio adagio "i nemici dei miei nemici sono miei amici" sono state rispolverate le più improbabili alleanze. Il nucleo d'attaccoo PD-FI-Lega supportato dalle formazioni minori di destra e di sinistra è in campo al gran completo. Buttata alle ortiche ogni differenza ideologica sono tutti uniti contro il comune nemico: il Movimento 5 stelle.

Ma non siamo al cinema, siamo in politica. Non dobbiamo dimenticare che il M5S, anche se fa la figura del Davide contro Golia, è la formazione politica che aggrega intorno a sè il maggior numero di italiani. E' l'unica formazione politica che persegue un ideale di correttezza e di onestà nel più completo dissenso con l'etica partitocratica adottata da coloro che l'attaccano senza tregua.

Gettarsi a spada tratta contro il M5S vuol dire confessare il più completo disinteresse per ogni ideale di pulizia morale mentre risulta chiaro a tutti che la battaglia ingaggiata è in realtà una battaglia contro la maggioranza degli italiani. Ma è una battaglia persa in partenza. Anche "i cannoni di Navarone" alla fine del film saltano in aria. Con un gran botto.



VITA DI SPIAGGIA

L'ultima domenica di Agosto volge al termine. Si sa, ogni bel gioco dura poco e i "weekend people" segnati dalla dura esperienza balneo-esistenziale, radunano svogliatamente le loro carabattole. Mentre il sole cala si avviano mestamente verso le loro automobili con saluti falsamente entusiasti e reciproche indesiderate promesse di rivedersi. Sanno che tra poco li aspetta, nella canicola pomeridiana, la terrificante fase di rientro alla “cittàtentacolare”.  

Il viaggio di ritorno non sarà infatti molto piacevole. Le auto che li aspettano, da tempo ferme sotto il sole inclemente, conservano nell’abitacolo una temperatura pari a quella di un forno pronto ad iniziare la cottura di una qualche pietanza. Dentro, in un bagno di sudore e ricoperti di sabbia, gli indomiti vacanzieri siedono a stretto contatto di gomito, stipati oltre il limite della capienza veicolare prevista dal costruttore.

Il traffico di rientro è pesante e le code inevitabili. Raggiungeranno le loro case solo ad ora inoltrata e, con tutta probabilità, non passeranno una buona notte. L’intensa colorazione rosso-aragosta che ha acquisito la loro epidermide se non li indurrà ad una rapida corsa al pronto soccorso più vicino sicuramente non li farà dormire tranquilli.

Purtuttavia sono in pace. Con Dio e col mondo. Sono stati partecipi a questa tanto attesa celebrazione domenicale ed hanno coscienziosamente ricoperto il ruolo che la società ha voluto affibbiargli. Sono strafatti e adesso dormono. Il sonno dei giusti.

LO ZIBALDONE - AGOSTO 2016


VITA DI SPIAGGIA

Coccia di Morto (Fiumicino). Dal nome evocativo e a detta di Goletta Verde la peggior spiaggia d’Italia. Sono circa le 17 e l'ennesima "kermesse" domenicale agostana volge al termine. I partecipanti, segnati dall'orrida esperienza balneo-esistenziale, radunano svogliatamente le loro carabattole e si avviano mestamente verso le automobili. Tra i rifiuti di ogni sorta depositati dal Tevere lasciano in eredità all'ambiente le tracce  della loro "intensa" giornata di mare. Cartacce, bottiglie, residui di ogni genere. Sopra il tutto qualche goffo gabbiano che svolazza senza meta in cerca di avanzi da ingozzare. Bah, è la vita. Domattina presto ci penseranno quelli dell’azienda municipale per l’ambiente. E tutto tornerà come natura ha fatto e come l'uomo ha disfatto.

VITA DI SPIAGGIA

Ore 12,30. Beach food. E’ arrivato il vero momento clou della giornata. Il sole è allo zenith e dardeggia sugli umani senza pietà. Incuranti i presenti, come un sol uomo, abbandonano le balneo-attività del momento e, seguendo istintivamente un tacito segnale, convergono solleciti verso il campo base, cioè, pardon, l’ombrellone base. 

E’ infatti il momento dell’apertura dei “fagotti”. E’ il momento per la popolazione “fagottara” di consumare il meritato balneo-pranzo. E’ il momento in cui ogni capo ombrellone (carica onorifica valida solo per oggi) si compiace di esibire il meglio che possa offrire un menù “beach food”. E il “beach food” meriterebbe veramente una trattazione a parte. Prima di tutto se in condizioni normali ci si accontenta magari di una fettina ai ferri con insalata, al mare il balneo-pranzo deve essere ricco, altamente calorico e di difficilissima digeribilità. 

Macchè panini col cotto o frutta fresca, sarebbe una vera eresia. Meglio sono timballi di pasta al ragù, melanzane alla parmigiana,  pollo in umido con peperoni, porchetta al forno, il tutto rigorosamente cucinato con dovizia la sera prima. E da bere, niente birre per carità (robaccia d’oltralpe), ma fiumi di bianco vinello dei castelli romani. E per finire, ovviamente, termos di caffè freddo ma talmente freddo da bloccare la digestione anche ad un elefante adulto. 

Nonostante tutto il pranzo non è riuscito a stremare i partecipanti al festival di “una giornata al mare”. I più, convinti seguaci della filosofia che “un bel bagno freddo subito dopo pranzo fa digerire  meglio”, prendono la rincorsa e si tuffano, rischiando l’immediato arresto cardiaco. Altri, strenui praticanti della siesta pomeridiana, si schiantano su un asciugamano steso sotto i sole a picco (nota bene  in quest’ora sulla sabbia si arriva anche a una temperatura di 60 gradi) e lì (complice il vino tracannato) si addormentano pesantemente abbandonando gli astanti all’atroce dubbio se riusciranno  mai a sopravvivere. 

Per fortuna qualcuno con la croce rossa sul petto e profondo conoscitore degli squilibri mentali  che insorgono nei cittadini della capitale durante la loro festività ha pensato bene di stazionare lì nei pressi con un’autoambulanza attrezzata di tutto punto, defibrillatore compreso.

AGOSTO DEL '16 - RACCOLTA RIFIUTI

Amatrice. Il governo non si è ancora dotato di un piano antisismico nazionale. Il fatto è che i terremoti si verificano con minore frequenza rispetto alle elezioni.....

Burkini. Un tormentone. Se ne parla al mare, ai monti, sulla stampa ed in Tv. Basta, togliamoci sta curiosità. Una volta per tutte fateci vedere i culi e le tette delle musulmane.


Colli Albani. Passeggiata mattutina nei boschi di Castelgandolfo. Ora di pranzo e fame bestia. Nei pressi una squallida bettola e questo cartello. Irresistibile.

Canotta rossa e fischietto al collo. Bagnino, poi assistente bagnanti e infine lifeguard. OK, adeguamento agli standard europei. Peccato per l'avviso alle docce in riparazione "CAUTION - UORCH IN PROGRESS".

Alfano communications. Italia paese sicuro, reati in calo, niente attentati, nessun miliziano ISIS sui barconi, nulla da invidiare agli atri paesi del mondo. Angelì, ma non è presto per la campagna elettorale? 

Clandestini. Il traffico dei barconi Libia-Italia una "jihad-line" per terroristi da asporto. Il problema è che li aspettiamo a braccia aperte. E, forse esagero,  ma se questo non è masochismo..... 

Referendum. Il circo mediatico renziano ha iniziato il suo ultimo spettacolo. Pagliacci e buffoni tutti in pista. Ma gli spettatori sono pochi. Anzi pochissimi.

L"inchiappettamento". Per le pensioni anticipate Il governo dice che l'assegno sarà pagato dalle banche. Semprechè (chiedere alla Boschi) non falliscano.

Gli italiani sono tra i più longevi al mondo. Raggiungerebbero nientemeno l'età per andare in pensione.

Libya. I migranti che hanno in mente di venire in Italia seguono con molto interesse le olimpiadi. Una disciplina in particolare. Quella del nuoto di fondo.

I lavoratori potranno andare in pensione anticipata. Indebitandosi per 20 anni e con assegno ridotto. Non è una comica. E'solo una "genialata" del governo. Matteo, ancora per quanto.....

Libya. Noi i corpi speciali a sparacchiare sull'ISIS. Loro i barconi con gli islamisti a preparare attentati. Quando si dice interscambio culturale....

Parisi,  l'indefesso servitore del leader sul viale del tramonto, in missione. Obiettivo l'inciucio con Alfaniani, leghisti, renziani e paccottiglia della italica destra all'amatriciana. Il nuovo nazareno è alle porte.

Philadelphia. Alla convention democratica la Boldrini e la Boschi incontrano Hilary Clinton. L'edizione americana del trio monnezza.

LUGLIO DEL '16 - QUE SERA', SERA'

RAI. Pubblicati i maxistipendi dei dirigenti. Finalmente sappiamo a cosa serve il canone. 

PD. Il partito spaccato. Consensi in caduta libera. Una valanga di NO al prossimo referendum. Per Renzi missione compiuta.

Forza Italia. Prima Bertolaso sindaco di Roma, adesso Parisi leader del centrodestra. Mi sa che qualcuno con i nomi non c'azzecca proprio.

Monaco. Terrorista irrompe al supermercato Olympia. "Maledetti turchi" e fa una strage. Era un clone di Erdogan.

Germania. Spari in un McDonald's di Monaco. Avevano terminato i cheeseburger bacon.

Turchia. Golpisti in fuga. Tutti prenotati da F.I. per consulenze politiche. Chissà, magari potrebbero tornare utili in occasione del prossimo referendum.....

Turchia. Catturati fiancheggiatori e partecipanti al golpe. Saranno abbandonati su gommoni in mezzo al Mediterraneo. Tanto ci sarà la guardia costiera italiana che provvederà al recupero.

Turchia. Col pretesto del golpe Erdogan fa arrestare 20 magistrati e rimuovere 2.745 giudici. Berlusconi depresso. Non c'era mai riuscito.

Turchia. Col pretesto del golpe Erdogan diventa di fatto sultano della Turchia. Grande invidia di Berlusconi. 

Turchia. Erdogan denuncia colpo di stato. Deve aver sentito Berlusconi.

Riforma pensioni 2016. I nati negli anni 80 andranno in pensione a 75 anni. OK, ma quelli nati negli anni 90?  Beh, facile. Saranno abbattuti direttamente sul posto di lavoro.

La RAI si rinnova. Dice che Pippo Baudo condurrà Domenica In. Con Cuccarini e Parisi. Bel colpo. E, perchè no, magari non ci sfigurerebbe neanche la Lollobrigida.....

Forza Italia nel caos. Alfano ipotizza un nuovo soggetto politico. Berlusconi pensa a un partito nuovo di zecca. Lo show riparte. Allo start Rifondazione Forzista.

Attenti a quei due.  Con Renzi e la Boschi in cabina di regia banche all'asciutto. Per i risparmiatori all'orizzonte l'ennesima inculata. Ovviamente..... a loro insaputa. 


Tutti al mare..... Ma i pensionati, le chiappe, le debbono tener ben strette. No, non è l'ennesimo Gay Pride è la nuova riforma pensionistica. 



LO ZIBALDONE - LUGLIO 2016

Vita da spiaggia

Oggi, di ritorno dalla più sprovveduta frequentazione del litorale, i miei occhi stupefatti hanno visto cose che voi umani non potete neanche immaginare. Hanno visto la nascita del concetto di condivisione di un solo ombrellone tra più gruppi familiari, l'applicazione del principio di turnazione nell'uso di lettini e sdraio, la repentina occupazione del sia pur minimo spazio di arenile lasciato libero dal malcapitato che azzardatamente cerca refrigerio nelle inquinate acque marine e, non bastasse, il nascere di aspre contese - non sempre a parole - per un metro quadrato di sabbia incandescente ad uso asciugamano, l'agitarsi continuo, come in un infernale girone dantesco, di una folla seminuda, unta, sudaticcia e maleodorante. Hanno visto, hanno visto.....beh, ne parliamo la volta prossima.    

Vita da spiaggia

Alle Ore 11 circa va in scena la danza di gruppo. Gigantesche casse acustiche posizionate presso piccole catapecchie allestite in fretta  furia con materiali provenienti dalle non lontane discariche comunali sparano senza sosta musica tecno. Vanno avanti per ore, inesorabilmente. Senza tregua. I bassi amplificati pompano il ritmo e un nutrito gregge di beoti ambosessi provano in mare, con l’acqua alla cintura, una penosa scenografia ginnica sincronizzata sotto i crudeli  ordini di una simil bagnina kapò.

La bagnina kapò, ormai rauca nel tentativo di sovrastare con i suoi comandi il volume esagerato della musica,  urla e barrisce ballando scompostamente sul bagnasciuga . La osservo incuriosito. E’ tutta sudata, scapigliata, incazzata come una jena e cerca di vendicarsi (non si capisce di che cosa) infierendo sul  malcapitato gruppo di beoti in acqua che si fa in quattro per imitarla.  Guardo i beoti-acquatici e provo un senso di disagio. Sono dunque costoro i miei simili, sono dunque costoro l’ultima evoluzione di quello che gli antropologi definiscono “homo sapiens sapiens”?

Saranno felici? Ahimè, sono sconcertato, paiono davvero felici. Obbligatoriamente felici. Comunque, a parte la malagrazia di cui danno plateale dimostrazione nella loro “water dance”, osservo che  si sforzano, nessuno escluso, di esibire un sorriso stereotipato. Forse per loro l’espressione più adatta alla infelice situazione in cui sono incappati. Per di più noto che a malapena riescono a trattenersi dal dire ai compagni di spiaggia incuriositi e che li contemplano compassionevolmente “.....ao…..anvedi quanto so’ bravo…..”

I nuclei di demenza collettiva

Se è  vero che tre indizi fanno una prova, allora io ho trovato la prova dell’esistenza dei temibili NDC (nuclei di demenza collettiva).

Questa organizzazione, d'altronde ampiamente consolidata nella società civile, è strutturata per gruppi autonomi tra loro interconnessi. Non hanno una vera  linea gerarchica. Ogni gruppo definisce spontaneamente i propri obbiettuvi e sceglie le metodologie migliori per raggiungerli.

Così opera sul territorio il gruppo dei “mazziatori” che si aggira furtivo durante le ore notturne spaccando e distruggendo con pesanti mazze ferrate le panchine in legno che amorevoli operai comunali hanno installato per il riposo e la sosta dei passanti.

Esiste poi il famigerato “gruppo di fuoco” che, sempre di notte e tanto per tenere sul chi vive tutti coloro che aspirano a godersi un profondo sonno ristoratore,  si diletta a sparare contro i cartelli stradali in modo da bucherellarli i e renderli illeggibili.

Infine il gruppo addetto alla propaganda che, operando giorno e notte con mezzi propri e motivato da solide basi ideologiche, si danna per imbrattare tutti i muri cittadini liberi con osceni disegni (il fallo va per la maggiore) e stupide scritte (“fuck you” è quella più ricorrente).

Per umana pietà non mi dilungo poi su altri NDC quali i "lasciatori di bottiglie vuote di birra" presenti soprattutto nei pressi dei locali notturni o anche sui "mangiatori di patatine supplì e crocchette fritte" che amano lasciare nel cuore della notte le tracce del loro intervento con cartacce unte e maleodoranti.

Qui il discorso potrebbe essere lungo ma taglio corto. Una cosa vorrei poter dire. Si è ormai consolidata una nuova categoria di cittadini che potremmo tranquillamente definirli "diversamente intelligenti". Sono tanti e aumentano esponenzialmente. Nulla può fermarli, non valgono per loro le più stringenti logiche, sono un castigo biblico e godono, oltretutto,  della della più ampia e totale impunità.

UBALDO MONTELATICI

A cura di Mirko Montelatici


MONTELATICI, Antonio (in religione Ubaldo). – Nacque a Firenze nel 1692 da Santa Giulianetti e Tommaso, un «onestissimo ed esemplarissimo» rentier fiorentino (Manetti, 1791, p. 13). Ebbe tre fratelli: uno fu cancelliere del Bigallo; l’altro, Giovanni, seguì la carriera ecclesiastica; l’ultimo, Carlo, sposò la figlia del cancelliere del vescovado di Fiesole. Tutti rimasero senza figli, per cui questo ramo della famiglia non ebbe seguito. 

Seguì a Firenze studi di lettere, filosofia e teologia. Sacerdote dell’Ordine regolare dei canonici Lateranensi con il nome Ubaldo, fu lettore in vari monasteri, prima a Pistoia e a Fiesole, quindi a Brescia e a Milano «alle cui Squole o Lezioni molti Secolari ancora di quella Città si portavano » (ibid., p. 14). Con il titolo di abate privilegiato tornò in Toscana, ricevendo l’investitura della badia di S. Pietro in Casa Nuova a Laterina nel 1742. Qui riprese lo studio della fisica e maturò un particolare interesse per la botanica e l’agricoltura, inserendosi in quel filone di razionalizzazione della pratica agraria e della vita economica tipico della parte centrale del Settecento. 

Dopo nove anni si trasferì a Fiesole; nominato abate della badia di S. Bartolomeo, mise a frutto le sue ricerche agrarie scrivendo il Ragionamento sopra i mezzi più necessari per far rifiorire l’agricoltura (Firenze 1752; edizione parziale in Scritti teorici e tecnici di agricoltura..., 1989, pp. 31-429), opera nella quale elaborò l’idea di fondare una società a favore dell’«industria agraria ». Montelatici si lega, in effetti, alla nascita dell’Accademia dei Georgofili, avvenuta a Firenze nel 1753, di cui fu fin da subito riconosciuto come «institutore» e nominato «segretario». 

Si trattava del «primo e nobile esempio in Europa d’una associazione d’ingegni intesi al perfezionamento dell’agricoltura» (Tabarrini, 1856, p. 3). L’agricoltura era considerata da Montelatici «arte nobile, dilettevole e fruttuosa… madre e nutrice di tutte le altre, sostegno e mantenimento della Repubblica» (Ragionamento, 1752, p. 2). L’Accademia ebbe all’inizio una vita stentata e all’impegno di Montelatici non corrispose un sufficiente consenso fra gli eruditi e i cultori dell’arte agraria, dovendo anzi affrontare gli «inveterati pregiudizi» di chi, in ambito letterario e proprietario, riteneva che l’agricoltura fosse «un’arte pratica, spoglia di qualsiasi teoria scientifica» e la Toscana già «coltivata quanto meglio esser potesse» (Zobi, 1858, pp. 152 s.). Fu solo dopo l’insediamento di Pietro Leopoldo (1765) che l’Accademia ricevette l’effettivo patrocinio del principe, diventando un riferimento per le politiche agrarie ed economiche del Granducato. 

Intanto Montelatici aveva stabilito corrispondenze fisse con studiosi e istituti tedeschi e francesi, che si aggiungevano alle relazioni con coloro che a Firenze avevano dato vita all’Accademia. Tra questi spicca Giovanni Targioni Tozzetti, con cui intercorse tra 1754 e 1763 un fitto scambio di lettere, libri, opuscoli e manoscritti attestato dalle carte conservate presso la Biblioteca nazionale di Firenze (e riguardante idee e materiali su «erbaggi, vitigni, e frutti» (Firenze, Biblioteca nazionale, Manoscritti, Targioni Tozzetti, 163). Montelatici mantenne l’incarico di segretario dei Georgofili fino al giugno 1767, quando fu nominato segretario perpetuo per il carteggio con l’estero. 

Gli interessi agrari di Montelatici possono essere collocati in quella fase centrale del Settecento in cui si delinea una nuova visione economica, che sviluppando le idee di Sallustio Bandini spinge i capitali toscani a spostarsi sempre più dal commercio all’agricoltura. In questa ottica i grandi proprietari fondiari erano sollecitati a superare l’atteggiamento assenteista per dedicarsi allo studio dell’agricoltura, occuparsi delle loro terre e migliorare l’attività rurale. Già introdotto da Ludovico Antonio Muratori nelle sue considerazioni sopra l’agricoltura (Della pubblica felicità, oggetto de’ buoni principi, Lucca 1749), questo motivo torna in Montelatici, finendo per ricorrere continuamente in Antonio Genovesi ed essere ripreso successivamente in Toscana da Ferdinando Paoletti, Giovan Battista Landeschi e altri parroci agronomi, restando un Leitmotiv ancora nel primo Ottocento. Scaturiscono da qui, in Montelatici, anche la considerazione dell’istruzione come mezzo utile a promuovere lo sviluppo dell’agricoltura e il suo invito al governo a valutare «se nelle comunità tornasse ben fatto, alla scuola del leggere e dello scrivere unire quella dell’agricoltura» (Ragionamento, 1752, p. 25). È un richiamo, questo, alle parole di Muratori che pochi anni prima aveva scritto della necessità che «avrebbero i Rustici di chi facesse loro scuola d’Agricoltura» (Della pubblica felicità... , p. 180). Montelatici contribuì in questo modo «a stabilire una tradizione galileiana in Toscana dando l’esempio di una continua applicazione della ragione all’esperienza nel settore dell’agricoltura» (Mirri, 1967, p. 69), ricollegandosi al gruppo di cultori delle scienze sperimentali, in particolare botanici e naturalisti, emerso nella prima metà del secolo. Accostato a Targioni Tozzetti, suo miglior collaboratore negli anni Cinquanta, e al botanico Pier Antonio Micheli, Montelatici è stato considerato dalla storiografia come il riformatore più importante tra Bandini e Pietro Leopoldo (Venturi, 1969, p. 337). 

Il Ragionamento fu pubblicato in una seconda edizione a Napoli nel 1753 a cura di Antonio Genovesi che vi aggiunse come premessa il Discorso sopra il vero fine delle lettere e delle scienze. I rapporti tra i due sono testimoniati anche dal carteggio, riguardante sia l’edizione dell’opera di Montelatici sia il ruolo dell’agricoltura. A questo proposito Montelatici chiedeva a Genovesi informazioni bibliografiche relative agli scrittori napoletani di agricoltura, ottenendo l’indicazione dei «libri della villa di Giambattista della Porta, e un piccolo trattatuccio della vendemmia dell’avvocato Macrini » (Firenze, Arch. storico dell’Accademia dei Georgofili, b. 23). In una lettera del 24 giugno 1758 Genovesi chiedeva invece il nome del traduttore delle Lettere sulla moneta di Locke, di tenerlo al corrente su eventuali opere dell’Accademia della Crusca e «se si lavora a qualche versione di opera forestiera… perché qui siamo al buio delle cose di Firenze» (Ibid.). L’opera di Montelatici era stata nel frattempo recensita sul periodico fiorentino Novelle letterarie (1752) e sul francese Journal oeconomique, ou mémoires, notes et avis sur les arts, l’agriculture, le commerce (1755). 

Tra il 1757 e il 1767 si impegnò con Saverio Manetti nell’elaborazione di un dizionario plurilingue di agricoltura e botanica: il progetto fu presentato ai Georgofili nel 1758. Fu anche in relazione a questa idea che pianificò un viaggio in Europa, con l’obiettivo di trovare qualche editore straniero e di «istruirsi di vantaggio sopra diversi usi e macchine altrove praticate, per corredare sempre più con tali notizie quest’Opera» (Magnanima, 1783, p. 94). Partito verso la fine del 1763 con l’intento di visitare l’Austria e la Germania, il tour durò 18 mesi. A Vienna si recò alla corte di Maria Teresa, ricevendo «diverse commissioni» come esperto di agricoltura, tra cui quella di visitare alcuni territori della Stiria e della Carinzia e sovrintendere alla coltivazione e all’innesto dei gelsi. Si rivolse anche a Francesco I, chiedendo il patrocinio per l’Accademia dei Georgofili. 

La realizzazione del dizionario andò comunque incontro a varie difficoltà e nel 1764, quando Montelatici era ancora a Vienna, a Firenze Giuseppe Pelli esprimeva seri dubbi sull’opera e sull’autore: «Il peggio è che il padre Montelatici per libriccioli dati fuori di niun merito, e per la sua figura, maniere, e accidenti ridicoli è stimato uomo di miglior volere che capacità, e che per ciò si dà poco orecchie alle sue promesse» (Firenze, Biblioteca nazionale, NA 1050, Efemeridi, XI, 1764, p. 125). Sebbene Montelatici avesse ottenuto vari attestati scientifici internazionali, tra cui quello del botanico Robert Laugier, che certificavano la dignità di pubblicazione dell’opera, il progetto venne in effetti accantonato, quando la sua eco si era già sparsa per l’Italia. Da Piacenza Giuseppe Giuliani gli scriveva il 6 febbraio 1766: «mi duole, e ne duole assaissimo anche agli amici miei della remora, che si frappone alla stampa dell’insigne Suo Dizionario» (Firenze, Arch. storico dell’Accademia dei Georgofili, b. 23). Alla metà del 1767 si parlava ormai di un «voluminoso dizionario che parte si stamperà e parte resterà manoscritto appresso il padre don Ubaldo Montelatici, sperando d’averlo a lasciare a pubblico benefizio nella stanza dell’Accademia» (Veglie non meno utili che piacevoli di materie particolari appartenenti all’economia della villa, I, Firenze 1767, p. 51). Restò quindi un progetto incompiuto, anche se l’idea di una nomenclatura agraria come presupposto della riforma delle pratiche rurali sarebbe stata ripresa successivamente da Giovanni Fabbroni e in parte realizzata con la Biblioteca georgica di Marco Lastri e molto tempo dopo, nel 1809, con la pubblicazione del Dizionario botanico italiano di Ottaviano Targioni Tozzetti. 

Rientrato a Firenze alla fine del 1764, Montelatici riprese a occuparsi dell’Accademia. Dopo aver scritto un libretto sulla coltivazione degli ulivi nei luoghi freddi (Lastri, 1787, p. 37), pubblicò un opuscolo sulla coltivazione e l’uso delle patate (Estratto da’ più celebri autori, sì editi come inediti, che hanno trattato della diversa coltivazione, ed usi varii delle patate, Firenze 1767) e si occupò anche di aspetti minori della pratica rurale: una sua lettera sulla raccolta dei pinoli in Maremma fu edita nel 1774 nella Istoria civile e naturale delle pinete ravennati di Francesco Ginanni. Infine dette vita al foglio quindicinale Veglie non meno utili che piacevoli di materie particolari appartenenti all’economia della villa, che uscì dal 1767 al 1769 e per il quale utilizzò in parte il lavoro accumulato per il Dizionario. 

La figura di Montelatici non incontrò grande stima tra i suoi contemporanei, specie di ambito fiorentino. Il più sferzante fu Pelli, secondo il quale «il buon padre abate studiava quanto poteva,… ma non aveva talento, e fra i suoi scritti non credo che si sieno trovati che degli zibaldoni» (Firenze, Biblioteca nazionale, NA 1050, Efemeridi, XXVIII, 1772, pp. 190 s.); sobrio nei costumi e nei comportamenti, al punto di vestire «trascuratamente, e con abiti talmente usati e in quel genere ordinarj che dalla maggior parte si sarebbero detti abietti ed improprj» (Manetti, 1791, p. 23), fu dipinto come persona di debole memoria «né gran parlatore, né franco, e concettoso», tendenzialmente ipocondriaco e di animo malinconico, «insaziabile nell’accumulare notizie e comprar libri» (Magnanima, 1783, p. 102), ma senza capacità di finalizzare il suo impegno. Si guadagnò una buona fama, più all’estero che in patria, soprattutto come fondatore dell’Accademia dei Georgofili: ai primi dell’Ottocento Filippo Re (1802) lo definì un «autore forse il più benemerito dell’agricoltura italiana fra quelli che vissero nel secolo passato»: un giudizio che contribuì alla sua riabilitazione sia negli studiosi ottocenteschi sia nella storiografia successiva. 

Montelatici morì a Firenze il 3 agosto 1770. 


Fonti e Bibl.: Firenze, Arch. storico dell’Accademia dei Georgofili, b. 2, Memorie dell’Accademia de’ Georgofili scritte per me, Ubaldo M., institutore e segretario della detta Accademia, 1753-1767; 23, Corrispondenza dal 1754 al 1791; Firenze, Biblioteca nazionale, Manoscritti, Fondo Targioni Tozzetti, 163, Clarorum Virorum Epistola; 205, Scritture varie per incumbenze nell’Accademia de’ Georgofili, 1767-1781; Ibid., NA 1050, G. Bencivenni Pelli, Efemeridi, s. 1, III, 1760, pp. 107 s.; XI, 1764, pp.124 s.; XIII, 1765, pp. 39 s.; XX, 1767, p. 22; XXVIII, 1772, pp. 190 s.; Scritti teorici e tecnici di agricoltura, I: Dal Settecento agli inizi dell’Ottocento, a cura di S. Zaninelli, Milano 1989, pp. 23-29, 31-429; L. Magnanima, Elogio del padre abate don Ubaldo M. dei Canonici Lateranensi ora soppressi di Fiesole, in Osservatore toscano, II (1783), pp. 91-105; G. Lami, Novelle letterarie, n. 19, Firenze 1752, p. 290; M. Lastri, Biblioteca georgica, ossia catalogo ragionato degli scrittori di agricoltura, veterinaria, agrimensura, meteorologia, economia pubblica, caccia, pesca, ecc. spettanti all’Italia, Firenze 1787, p. 37; S. Manetti, Elogio del p. Abate don Ubaldo M. istitutore dell’Accademia de’ Georgofili compilato e letto nella medesima il dì 22 agosto 1770, in Atti della R. Società economica di Firenze ossia de’ Georgofili, I (1791), pp. 11-27; F. Re, Saggio di bibliografia georgica, Venezia 1802, p. 71; Id., Dizionario ragionato di libri d’agricoltura, veterinaria e di altri rami d’economia campestre, Venezia 1808-1809, III, p. 168; Almanacco biografico per gli eruditi toscani, III, San Miniato 1836, p. 88; A. Zobi, Storia civile della Toscana dal MDCCXXXVII al MDCCCXLVIII, I, Firenze 1850, p. 418; M. Tabarrini, Degli studi e delle vicende della Reale Accademia dei Georgofili nel primo secolo di sua esistenza. Sommario storico, Firenze 1856, pp. 3, 310- 317, 345, 433, 437; A. Zobi, Manuale storico degli ordinamenti economici vigenti in Toscana, Firenze 1858, pp. 152-154, 228; P. Bargagli, L’Accademia dei Georgofili nei suoi più antichi ordinamenti, in Atti della Reale Accademia economico-agraria dei Georgofili, s. 5, III (1906), pp. 404-406; Memorie dell’Accademia de’ Georgofili, ibid., pp. 438 s.; M. Mirri, Ferdinando Paoletti. Agronomo, «georgofilo », riformatore nella Toscana del Settecento, Firenze 1967, pp. 69-75; F. Venturi, Settecento riformatore, I: Da Muratori a Beccaria (1730- 1764), Torino 1969 (1988), pp. 334-443 e 560; Id., Scienza e riforma nella Toscana del Settecento. Targioni Tozzetti, Lapi, M., Fontana e Pagnini, in Rivista storica italiana, LXXXIX (1977), pp. 77-105; Z. Ciuffoletti, L’Accademia economicoagraria dei Georgofili, in Quaderni storici, XII (1977), 36, pp. 865-873; M. Rosa, Un «giansenista » difficile nell’Europa del ‘700: Antonio Niccolini, in Studi di storia medievale e moderna per Ernesto Sestan, II, Firenze 1980, p. 788; R. Pasta, Scienza politica e rivoluzione. L’opera di Giovanni Fabbroni (1752-1822) intellettuale e funzionario al servizio dei Lorena, Firenze 1989, pp. 19 s., 26, 226, 230, 243-245; Id., L’Accademia dei Georgofili e la riforma dell’agricoltura, in Rivista storica italiana, CV (1993), pp. 484-501; M. Verga, La cultura del Settecento. Dai Medici ai Lorena, in Storia della civiltà toscana, V, I Lumi del Settecento, a cura di F. Diaz, Firenze 1999, pp. 125-152; M. Taccolini, Fonti per la storia dell’agricoltura italiana (1750- 1799). Saggio bibliografico, Milano 2000, ad vocem.