LO ZIBALDONE - MAGGIO 2016


E' uno strano inizio per quest'estate 2016. Ormai alle spalle lo spettacolo offerto dal berlusconismo rampante, il bunga bunga,  le olgettine,  Apicella, Topolanek,   la bandana, Noemi, il vulcano che eruttava per gli ospiti, la fabbrica di cioccolato  assistiamo invece all'implosione della sua espressione politica: Forza Italia. Vecchie e nuove figure hanno massicciamente abbandonato la formazione e I sondaggi più recenti mostrano il partito in caduta libera. Gli attuali colonnelli forzisti, in lotta l'uno contro l'altro  per la sopravvivenza, sono con la valigia al piede.

Il vecchio leader, vuoi per le sue vicende giudiziarie vuoi per il discredito nazionale ed internazionale di cui è riuscito a coprirsi,  ha capito che per lui l'avventura politica è finita. L'anziano presidente, ormai sul viale del tramonto, si defila progressivamente dalla scena  e riveste nuovi panni. Modifica la natura dei suoi obbiettivi, identifica Il suo interesse preminente  con quello delle sue aziende, con quello della loro redditività.

Mantenere in vita il grande molok forzista non è più necessario.  Forza Italia si sta progressivamente trasformando in una nuova cosa: un comitato d'affari. Una struttura cui è stata affidata la missione di effettuare tutta quella necessaria pressione sugli apparati di potere atta a garantire  la produttività e il successo  delle aziende  berlusconiane.

La politica intesa come mezzo di autofinanziamento, a caccia di utili e di guadagni. Questa è la vera spiegazione per i nuovi assetti di F.I. Di quel che rimane di un partito che fu di massa e che sta diventando elitario, massonico. "Pochi ma buoni" sono i nuovi vertici che affacciano sulla platea forzista. Una nuova cupola dedita agli affari, all'intrallazzo politico/mafioso. Una nuova loggia massonica di cui l' ex-cavaliere rischia di diventare il nuovo Licio Gelli.


In quest' ottica si spiega il recente tentativo di scalata al Campidoglio portato avanti dal Beerlusconi e dal  suo fiduciario Bertolaso. Guarda caso proprio al comune ove affluisce un'ingente massa di contributi e finanziamenti non solo europei ma anche statali. E dove prospera il substrato delinquenziale di "mafia capitale" con la quale non dovrebbe risultare difficile intrecciare accordi a reciproco vantaggio economico.


I SUCCIANESPOLE

E coloro che sono stati visti danzare erano ritenuti pazzi da coloro che non potevano ascoltare la musica. (F.W.Nietzche) 

Ottica livellatrice. Chiedo venia, anzi, dato che venia mi sa tanto di stantio, chiedo scusa a tutti coloro (sperando siano pochi) che si sentiranno un "attimino disturbati" dal discorso che segue. Già perchè i miei personali convincimenti sono di tipo equalitaristico e, anche se rischio di affrontare quest'argomento sotto un'ottica livellatrice, la ormai leggendaria affermazione immessa nel circuito cultural/politico nazionale dal popolo pentastellato che "uno vale uno" riveste per me un sacrosanto e universale significato morale.

Titoli onorifici. Ogni tanto, a dire il vero più tanto che ogni, sento interpellare le persone con titoli onorifici che, anche se di onorifico hanno ben poco, tendono a evidenziarle come apprtnenti ad un ceto superiore, a distinguerle da tutti gli altri per supposti  (ma non provati) atti benemeriti. Forse il più delle volte questo modo di fare è vero e proprio leccaculismo, però a me fa un certo effetto quando sento qualcuno rivolgersi al suo interlocutore con un sonoro "cavaliere illustrissimo....." oppre con "caro commendatore....." o anche con un "sua eccellenza mi capirà....." senza tralasciare i vari "venga avanti dottò....." con cui avidi posteggiatori abusivi appellano indistintamente i loro clienti. Si, è vero, molti di costoro si fregiano a pieno diritto di questi titoli ma è anche vero che infine non ne abusano più di tanto e che perlomeno non li sbandierano platealmente davanti ai loro estimatori.

Succianespole. I restanti, i finti veri, sono il più delle volte degli imbelli, degli incapaci, dei buoni a nulla, individui del tutto inetti che non si smentiscono mai nell'attribuirsi meriti impropri. Ebbene, per costoro suggerisco di riunirli tutti in un'unica, grande categoria e di affibbiare loro il titolo onorifico, prelevato "tout court" dal  dal lessico toscano, di "succianespole".

Gloriosa compagine. A questo punto, chiarito, una volta per tutte, il concetto di succianespole, sento il dovere impellente di promuovere per  questa emerita congrega l'accesso ad una gloriosa compagine. La compagine cui uscieri e aficionados si rivolgono deferentemente appellandne gli appartenenti con un elegante ".....onorevole....."
Si, ci siamo arrivati, sono loro, i deputati della camera.

Sono loro che sull'onore cui fa riferimenro il titolo non hanno idee ben chiare, sono loro che hanno inventato la figura del "pianista" sicuramente al meritevole scopo di preservare le loro persone da eccessivi strapazzi nelle votazioni parlamentari, sono loro che, unici, iniziano la attività settimanale al martedì per terminarla poi il giovedì, sono loro che siedono sugli scranni parlamentari non per merito ma perchè nominati per via familistica dai vari capi-partito, sono loro che possono vantare nelle istituzioni il più elevato tasso di corruttela, sono loro che godono di alti e ingiustificati livelli retributivi e facilitazioni, sono loro e solamente loro che dopo pochi anni di servizio possono usufruire di buoni e indicizzati trattamenti pensionistici.

Mosche impazzite. Eppure, ciò nonostante, in questi giorni molti fra di essi si agitano come mosche impazzite, minacciano sfracelli all'attività di governo, presentano migliaia di emendamenti allo scopo d rallentare gli iter burocratici, si oppongono a tutto e a tutti, e financo si sono incamminati, a ranghi compatti, verso il Quirinale non certo con la dichiarata intenzione di essere ricevuti dal capo dello stato ma solo per l'indecente desiderio di focalizzare su di loro la attenzione mediatica generale.

Vere motivazioni. Dietro tutto ciò si nascondono le vere motivazioni di simili comportamenti, motivazioni che non sfuggono di certo agli occhi degli acuti notisti politici. E non sono certo motivazioni di carattere ideologico o politico. Macchè! Alla base c'è la richiesta di allineare le loro retribuzioni a quelle degli altri lavoratori e la minaccia di aumentre i ritmi lavorativi estendendoli anche ai giorni festivi e prefestivi. Tutto qui. E scusatemi se, a fronte dei gravi problemi che attanagliano il paese, tutto ciò sembra poco. E' la figura che questa allegra congrega offre ai cittadini che dovrebbero rappresentare nelle istituzioni e non è la tutela dei loro personalissimi e privatissimi interessi.