LO ZIBALDONE - FEBBRAIO 2016

C'è vita su Marte?
Ancora una volta Marte si trova al centro dell’attenzione per quanto riguarda la teoria di vita extraterrestre. Infatti questa volta i cacciatori di alieni sostengono che in una delle foto del Mars Rover Opportunity, sia ben visibile il volto di un alieno umanoide.


Una questionne di serietà. 
"Sii serio". Quante volte le ho sentite. Quante volte le ho dette. Purtroppo queste magiche parole non toccano gli scaltri governanti nazionali. In nome della ormai abusata "ragion di stato" se ne infischiano ampiamente del comune sentire. La loro azione si svolge nella convinzione del "tanto facciamo quello che ci pare e piace". E' parere comune che la politica debba essere al servizio del cittadino. Ma non è così. E' funzione di sè stessa, è auto referente. Non si interessa di regolare gli aspetti della a vita o del benessere della gente. Si preoccupa sostanzialmente del proprio apparato partitocratico, fa gli interessi dei suoi uomini. Li tutela, anche in spregio della pubblica opinione e li salvaguarda dalle manifestazioni della comune indignazione.


La Furbata
L'Italia favorisce l'arrivo dei profughi sul suo territorio, fornisce loro assistenza e accoglienza. Ma la realtà del nostro sistema di accoglimento è volutamente fatta da una situazione di controlli inesistenti, da una ricettività gravemente carente, da una burocrazia tiranna. A queste persone, appena arrivate, si prospetta, per campare,  la soluzione di andare ad ingrossare il mercato degli schiavi o di entrare a far parte di qualche gruppo delinquenziale. In una simile situazione l'invito ad andarsene diventa esplicito. E in molti se ne vanno. Di solito verso il nord Europa. L'Italia ha così fatto la sua bella figura. Il governo, pronto a giocare questa carta a Bruxelles, dimostra al mondo quanto siamo accoglienti ed efficienti. Ma è una furbata. E' come dire, agli altri paesi europei, a noi il dovere di salvarli ma a voi il piacere di mantenerli. Insomma, il discorso che facciamo agli immigrati, clandestini o no, è: "OK, arrivate pure ma poi. attenzione, tiratevene fuori per tempo!" 

IL PAESE DEGLI ILLUSI

L'Italia è piena di illusi. Sono convinti che i principi del capitalismo, del neoliberiamo, del mercatismo, della globalizzazione rappresentino mezzi per migliorare la qualità della vita. Li ritengono tratti distintivi di una società moderna. Li eleggono a guida.

Ma queste tematiche producono conseguenze nefaste. Modificano nelle persone il loro carattere morale, ne minano i principi di onestà, fanno si che le loro motivazioni siano solo quelle del vantaggio personale. Le stesse imprese, spesso a scapito della remunerazione dei lavoratori, si pongono l'obbiettivo della massimizzazione dei profitti nel minor tempo possibile. E' un capitalismo impaziente che esprime la volontà di razionalizzare, ristrutturare, delocalizzare ovunque sia possibile. Senza tenere in alcun conto che spesso questo vuol dire sbarazzarsi o dequalificare i lavoratori. 

In questo quadro economico la disoccupazione diventa strutturale. Si viene a creare un riserva di lavoratori disoccupati, fenomeno strumentalizzato dalle imprese che possono in tal modo subordinare l'assunzione o il licenziamento dei lavoratori all'accettazione delle condizioni di lavoro proposte unilateralmente. 

Ciò sta a significare che sul mercato del lavoro si è creato un eccesso di offerta e che questo assetto ha l'effetto di comprimere i salari e mantenere di conseguenza livelli elevati di profitto per le aziende. E' quindi naturale che, innescato questo processo, la quota del reddito nazionale spettante ai lavoratori sia destinata a a diminuire progressivamente.

La ingiusta distribuzione della ricchezza è certamente una delle conseguenze più negative del liberismo economico. Qualora questo contesto non cambi gli introiti reali delle famiglie e quindi la loro capacità di spesa sono destinati a diminuire mentre si accentuano le disuguaglianze sociali. E tutto questo è come gettare benzina sul fuoco della protesta generale oltre a fare da esca ad imprevedibili soluzioni politiche.

Occorre ricominciare e parlare di lotta alle diseguaglianze e di giusta distribuzione delle risorse nazionali. Non è possibile dare ancora credito al coro mediatico che continua a propagandare, a reti unificate, la ricetta delle riforme strutturali finalizzate, neanche tanto nascostamente, a far diventare più ricchi i ricchi e più poveri i poveri.

La crisi economica e finanziaria in cui siamo immersi fino al collo è infatti l'effetto devastante delle ideologie liberiste. E' un disegno accuratamente programmato dai gestori e proprietari del capitale per aumentarne la profittabilità e si scarica unicamente sui lavoratori siano essi occupati o disoccupati.   

Il progetto di liberismo economico, al contrario di quello che sostengono molti, ha fallito. Insistere su questa vuol dire un futuro di speculatori, dj pochi grandi imprenditori depositari della maggior parte della ricchezza nazionale con il resto della popolazione ai limiti della sopravvivenza.

TANA LIBERATUTTI


Viva l'Italia.....L'Italia s'è desta (era ora)..... Siam pronti alla morte (si fa per dire) ....parapà, parapà, parapapparapà.....(squilli di tromba) zum zum zum.....(rullo di tamburi) e l'Italia si mette finalmente quel cazzo di elmo di Scipio (si dice che sia una roba pesantissima)  sulla testa. 

Il passa parola corre di bocca in bocca,  fiumi di cittadini si riversano nelle strade, nelle piazze e folle osannanti invadono i luoghi simbolo della repubblica. Lo stesso presidente si affaccia con un pallido sorriso (il massimo che gli consenta la sua mobilità facciale) da una finestra del Quirinale e, credendosi il  Papa, benedice le folle con gesto ieratico. I corazzieri a cavallo sono scesi da cavallo e, buttate sciabole e corazze alle ortiche, giocano come bambini nei cortili del palazzo presidenziale.

In parlamento tra deputati e senatori corrono, in barba alla crisi,  fiumi di champagne. Ogni remora è caduta, tra governo e opposizione si instaurano innaturali rapporti di eterna amicizia. Autorevoli personaggi sempre presenti nell'emiciclo ci raccontano di un Vendola che abbraccia entusiasticamente la Santanchè (senza troppa resistenza da parte di quest'ultima) e di una Rosy Bindi che accenna qualche passo di samba brasiliano circondata da estemporanei estimatori che scandiscono il tempo.

E com'è naturale in certe circostanze l'intera Piazza San Pietro è colma come un uovo. Il Papa, dimentico di ogni precauzione,  corre da un lato all'altro baciando e abbracciando tutti i bambini che riesce ad agguantare: "cari sorele, cari frateli.....buonciorno....." . Tutte le città, anzi l'intero paese, è in festa. Da ogni finestra pende un drappo tricolore e chi ne è sprovvisto espone orgogliosamente combinazioni di biancheria intima unisex (anche usata) tipo slippino rigorosamente rosso, canottiera bianca candida e reggiseno similverde.

Italiani giù dalle brande! Italiani, rompete le righe! Italiani il grande momento è arrivato! E, dato che l'Italia è un paese con ottomila chilometri di coste e con un gran numero di porti, tutti i natanti  all'ormeggio fanno risuonare nell'aria le loro sirene e - vi dirò di più - anche le nostre navi in navigazione,  piccole o grandi che siano, non importa se militari o civili,  contagiate dall'euforia collettiva hanno issato il gran pavese. Bello spettacolo eh?

E' colpa loro. E' tutta colpa loro. Televisioni, radio, giornali, social, talk show, internet, da giorni ci stanno martellando con messaggi in chiaro e con messaggi subliminali su un solo argomento: la crisi è finita o quantomeno sta per finire.  Un futuro radioso ci aspetta, la disoccupazione di massa sparirà, i consumi interni riprenderanno, la deflazione si sta risolvendo e i prezzi (perlomeno questo ce lo potevano risparmiare!) piano piano aumenteranno, soprattutto per i beni di prima necessità.

Bene, adesso lo scherzo è finito ma, in tutta sincerità,  fatemi annotare qualche osservazione in proposito. Altre volte ci hanno provato, altre volte hanno cercato di farci credere quello che non c'è. Questa volta si sono impegnati alla grande. Questa volta forse ci sono riusciti e la grande illusione sembra essersi impadronita della gente. Una grande illusione che in realtà sa molto di  propaganda, di becera propaganda governativa che, come si dice, ci vuole far vedere lucciole per lanterne.

Qualche cosa però c'è. Qualcosa che andrà a influire positivamente sulle economie europee e quindi anche sull'economia italiana. Ma sono fattori internazionale e non certo il risultato di accorte nostrane politiche di pianificazione e programmazione:  la diminuzione del costo del petrolio, l'operazione della BCE che aumenta la disponibilità di valuta e, il più favorevole cambio Euro/Dollaro.

Gli uimini di governo a tutti i livelli si fanno l'occhiolino e si scambiano pacche sulle spalle come per dire all'opinione pubblica e quindi agli elettori che si esprimeranno nelle prossime  regionali di maggio "vedete che ce l'abbiamo fatta" e quindi " ora dateci il vostro consenso". Ma non è così. La distanza tra percezione della realtà e la stessa realtà oggettiva è incommensurabile. Siamo rimasti nel campo delle previsioni, che, come esperienza insegna, all'atto della verifica fattuale saranno regolarmente smentite. 

Ci raccontano, ancora una volta - e qui il futuro e d'obbligo - della presenza di segnali che indicano come la grande crisi stia sul punto di terminare, che c'è una inversione di tendenza, che il PIL risalirà, che la ricchezza nazionale aumenterà e che gli italiani godranno in prospettiva di tempi migliori. Io, personalmente non ci credo. Non me la contano giusta, A parte i suddetti fattori internazionali, nulla è cambiato. La crisi prosegue, devastante. E proseguirà. La sceneggiata, che ha appena avuto inizio, è stata vergognosamente orchestrata in vista del prossimo match elettorale. Solo che tutto è condotto come quel  gioco fatto dai nostri bambini dove alla fine qualcuno urla, tra la felicità dei partecipanti, "tana liberatuttiii !!"